Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha recentemente pubblicato un aggiornamento delle FAQ relative alla Transizione 5.0, il piano di incentivi finalizzato a supportare la sostenibilità e l’innovazione nel sistema produttivo nazionale. Le nuove linee guida chiariscono i criteri di accesso, le modalità di calcolo del risparmio energetico e le tipologie di investimenti agevolabili.
1. Obiettivi e caratteristiche del Piano Transizione 5.0
Il piano, introdotto dal Decreto-Legge 2 marzo 2024, n. 19 e successivamente integrato dalla Legge di Bilancio 2025, ha l’obiettivo di:
- Incentivare investimenti in beni materiali e immateriali che migliorino l’efficienza energetica.
- Sostenere l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili.
- Favorire l’adozione di tecnologie digitali avanzate.
- Promuovere la formazione specialistica.
La dotazione finanziaria per il biennio 2024-2025 ammonta a 6,3 miliardi di euro, destinati alle imprese che intraprendono progetti di innovazione con un risparmio energetico minimo del 3% a livello di struttura produttiva o del 5% a livello di singolo processo produttivo.
2. Procedura per l’accesso agli incentivi
Le richieste devono essere presentate tramite il portale Transizione 5.0 accessibile con SPID dall’Area Clienti del GSE. Il processo si articola in:
- Prenotazione del credito d’imposta, allegando la certificazione ex ante attestante la riduzione dei consumi energetici.
- Conferma del 20%, entro 30 giorni dalla prenotazione, dimostrando il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione.
- Completamento del progetto, da comunicare entro il 28 febbraio 2026, allegando la certificazione ex post e la documentazione di conformità.
- Esito finale, con il GSE che, dopo le verifiche di rito, conferma il credito d’imposta fruibile in compensazione.
Le imprese potranno presentare più progetti, purché il limite massimo complessivo di spesa non superi i 50 milioni di euro annui per soggetto beneficiario.
3. Beni agevolabili e requisiti
Il Piano Transizione 5.0 finanzia:
- Beni materiali e immateriali strumentali all’impresa (allegati A e B della Legge 11 dicembre 2016, n. 232) se interconnessi al sistema aziendale e dotati delle specifiche tecniche richieste.
- Impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, inclusi sistemi di accumulo (ad eccezione delle biomasse).
- Attività di formazione specialistica, con un tetto massimo di 300.000 euro per azienda.
Tra le esclusioni figurano fabbricati, veicoli non strumentali e impianti non legati direttamente all’efficienza energetica.
4. Calcolo del risparmio energetico e certificazioni
Il calcolo del risparmio energetico si basa sul confronto tra consumi energetici annui prima e dopo l’investimento. Per le imprese di nuova costituzione, si ricorre alla metodologia dello scenario controfattuale.
Le certificazioni ex-ante ed ex-post possono essere rilasciate da:
- Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati UNI CEI 11339.
- Energy Service Company (ESCo) certificate UNI CEI 11352.
- Ingegneri e periti industriali iscritti agli albi professionali con competenze in efficienza energetica.
Tutte le misurazioni devono rispettare la normativa europea MID (Measuring Instruments Directive 2014/32/UE) per garantire la precisione dei dati.
Come evidenziato nella FAQ n. 4.18, viene fornita una guida dettagliata su come verificare i requisiti di risparmio energetico richiesti per accedere agli incentivi. Inoltre, la FAQ n. 4.19 chiarisce che un nuovo bene strumentale è considerato in “sostituzione di beni materiali aventi caratteristiche tecnologiche analoghe” se rispetta specifici criteri tecnici e funzionali.
Un ulteriore aspetto trattato riguarda il passaggio dal credito d’imposta Transizione 4.0 al 5.0. Secondo la FAQ n. 2.18, se un’impresa possiede già un’attestazione di conformità o una perizia asseverata rilasciata per il credito d’imposta Transizione 4.0 e decide di optare per il nuovo incentivo, tale documentazione resta valida anche per il nuovo programma di agevolazioni.
5. Controlli e verifiche
Le imprese beneficiarie devono conservare la documentazione tecnica e contabile relativa agli investimenti effettuati. Il GSE effettuerà controlli per verificare la correttezza dei dati dichiarati e il rispetto degli obblighi PNRR.
Conclusione
Le nuove FAQ forniscono maggiore chiarezza sull’iter di accesso agli incentivi e sulla documentazione necessaria, semplificando le procedure per le imprese. Con un finanziamento significativo e incentivi mirati, il Piano Transizione 5.0 rappresenta un’opportunità concreta per innovare e migliorare l’efficienza energetica delle aziende italiane.
Ma queste ulteriori delucidazioni saranno sufficienti per far decollare finalmente la misura? Finora, il Piano Transizione 5.0 ha registrato un’adesione inferiore alle aspettative a causa di incertezze normative e procedure complesse. Sarà necessario un ulteriore intervento per snellire le procedure e garantire un maggiore accesso alle imprese? Oppure le modifiche apportate basteranno a incentivare un numero maggiore di aziende ad aderire?