Il Decreto FER X Transitorio, firmato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il 30 gennaio 2025, è stato pubblicato sul sito del MASE il 27 febbraio 2025 e quindi in vigore dal 28 febbraio 2025. Questo provvedimento rappresenta una misura temporanea e di raccordo per sostenere la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica del Paese. L’aggettivo “transitorio” non è casuale: il decreto ha una validità limitata, fino al 31 dicembre 2025, e funge da strumento di supporto intermedio in attesa dell’attuazione di un sistema di incentivazione strutturale e di lungo termine.
Il meccanismo si basa sugli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, e prevede incentivi per un totale di 9,7 miliardi di euro, con l’obiettivo di accelerare il passaggio verso un’economia a zero emissioni nette. Questo stanziamento è stato stimato considerando i prezzi di mercato dell’energia, ma il sostegno netto effettivo potrebbe risultare inferiore qualora i prezzi di mercato dell’energia risultino superiori alle previsioni. In altre parole, il decreto introduce un meccanismo flessibile che adatta il livello di incentivazione alle condizioni del mercato, garantendo così efficacia e sostenibilità economica nel supportare la crescita delle energie rinnovabili in Italia.
Obiettivi e Finalità
Il decreto ha l’obiettivo di promuovere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso meccanismi di supporto efficaci ed efficienti, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e garantendo la sicurezza e l’adeguatezza del sistema elettrico nazionale.
Ambito di Applicazione
Le tipologie di impianti che possono accedere ai meccanismi di supporto previsti dal decreto includono:
- Impianti solari fotovoltaici
- Impianti eolici onshore
- Impianti idroelettrici
- Impianti per il trattamento di gas residuati dai processi di depurazione
Sono inclusi sia nuovi impianti che interventi di rifacimento integrale o parziale e potenziamento di impianti esistenti. Gli impianti agrivoltaici rientrano tra quelli fotovoltaici, sebbene non beneficino di incentivi aggiuntivi o criteri di priorità specifici.
Gli impianti con potenza superiore a 1 MW potranno accedere agli incentivi partecipando a procedure pubbliche competitive, gestite dal GSE. Queste aste prevedono un periodo di 60 giorni per la presentazione delle domande, con la pubblicazione delle graduatorie entro i successivi 90 giorni.
Entro il 28 aprile 2025 (60 giorni dalla pubblicazione del decreto), il GSE definirà il calendario delle aste e la metodologia di calcolo del contingente di potenza obiettivo.
Gli impianti aggiudicatari dovranno entrare in funzione entro 36 mesi dalla concessione dell’incentivo. Eventuali ritardi comporteranno una riduzione progressiva del prezzo di aggiudicazione:
- 0,2% in meno per ogni mese di ritardo nei primi 9 mesi;
- 0,5% in meno per ogni mese di ritardo nei successivi 6 mesi, con un limite massimo di 15 mesi.
Scaduto questo termine, l’impianto perderà il diritto all’incentivo.
Il meccanismo di aiuto si basa su un contratto bidirezionale per differenza, con incentivi calcolati per ogni kWh di energia elettrica prodotta e immessa in rete, distribuiti su 20 anni. Nel caso in cui un impianto sia costretto a ridurre la produzione per condizioni di mercato, la tariffa incentivante verrà comunque calcolata sulla produzione potenziale, anziché su quella effettiva, garantendo così una maggiore stabilità economica agli investitori.
Durata e Contingenti di Potenza
Il decreto è valido fino al 31 dicembre 2025. Per gli impianti di potenza inferiore o uguale a 1 MW, cesserà di applicarsi 60 giorni dopo il raggiungimento di un contingente di potenza pari a 3 GW, qualora tale data sia antecedente al termine del 31 dicembre 2025.
I contingenti di potenza assegnati sono così suddivisi:
- Impianti con potenza ≤ 1 MW: 3 GW
- Impianti con potenza > 1 MW:
- Fotovoltaico: 10 GW
- Eolico: 4 GW
- Idroelettrico: 0,63 GW
- Gas da depurazione: 0,02 GW
Per un totale di 14,65 GW.
Meccanismi di Supporto
Il decreto prevede due modalità di accesso agli incentivi:
- Accesso Diretto: per impianti con potenza ≤ 1 MW, a condizione che i lavori siano avviati dopo l’entrata in vigore del decreto.
- Procedure Competitive (Aste al Ribasso): per impianti con potenza > 1 MW, con assegnazione basata su offerte economiche. Per questi impianti, il meccanismo incentivante opera sul 95% dell’energia prodotta, mentre il restante 5% è venduto sul mercato.
Criteri di Selezione e Priorità
L’accesso agli incentivi è subordinato al rispetto di requisiti ambientali, tecnici ed economici. Per gli impianti con potenza superiore a 1 MW, è obbligatoria la partecipazione al Mercato di Bilanciamento e Ridispacciamento. Altri requisiti includono il possesso del titolo abilitativo per la costruzione e l’esercizio dell’impianto e un preventivo di connessione accettato in via definitiva.
Considerazioni del Ministro
Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato che il decreto rappresenta un passo significativo per accelerare la transizione energetica dell’Italia, sostenendo la realizzazione di impianti rinnovabili competitivi e contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica.
“Proseguiamo con l’obiettivo di sostenere la produzione italiana di energia elettrica di impianti a fonti rinnovabili per favorire l’innovazione e la sicurezza energetica del Paese. E’ un provvedimento molto atteso da imprese e famiglie a conferma che la transizione verde e l’adozione di tecnologie pulite sta accelerando e coinvolge un numero crescente di operatori“
Per ulteriori dettagli e per consultare il testo completo del decreto, è possibile visitare il sito ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Il Parere di ARERA sul Decreto FER X Transitorio
L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha espresso il proprio parere in merito allo schema di decreto ministeriale relativo al meccanismo di supporto per impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato, previsto dagli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 199/2021.
Il parere è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in seguito alla lettera inviata dal MASE il 12 luglio 2024 e segue le modalità descritte nella motivazione del documento.
ARERA ha inoltre disposto che il parere venga pubblicato sul proprio sito ufficiale (www.arera.it), garantendo così trasparenza e accessibilità alle informazioni per gli operatori del settore e il pubblico interessato.
Questa valutazione rappresenta un passaggio chiave nel percorso di attuazione del Decreto FER X Transitorio, contribuendo a definire le modalità di implementazione degli incentivi per il settore delle rinnovabili, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica in Italia.
Una spinta decisiva per il mercato delle rinnovabili?
Il Decreto FER X Transitorio rappresenta uno strumento atteso e strategico per il settore delle rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico, che negli ultimi anni ha vissuto una fase di rallentamento a causa dell’incertezza normativa e delle distorsioni introdotte dai bonus edilizi. Questo meccanismo di supporto potrebbe dunque dare un input significativo al mercato, favorendo nuovi investimenti e accelerando la transizione energetica.
L’entrata in vigore del decreto si affianca alla Transizione 5.0, un ulteriore incentivo che punta a sostenere la digitalizzazione e l’efficientamento energetico delle imprese. La combinazione di questi strumenti potrebbe segnare una svolta concreta per il settore, creando le condizioni per una ripresa degli investimenti nel fotovoltaico e nelle altre tecnologie rinnovabili.
La domanda chiave è: gli incentivi saranno sufficienti a ingolosire le aziende e a rilanciare il mercato? Con una dotazione finanziaria di 9,7 miliardi di euro e una struttura di supporto mirata agli impianti con costi di generazione vicini alla competitività di mercato, il decreto offre un’opportunità importante per le imprese del settore. Se il meccanismo sarà ben recepito e sfruttato appieno, potrebbe contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione al 2030, garantendo una crescita sostenibile del comparto rinnovabile.
L’effettivo successo del FER X dipenderà anche da fattori esterni, come la semplificazione burocratica e la stabilità normativa, elementi essenziali affinché il settore possa attrarre investimenti a lungo termine. Sarà quindi cruciale monitorare l’evoluzione del mercato nei prossimi mesi e valutare se questo decreto potrà davvero imprimere quella spinta decisiva di cui il settore ha bisogno