Rapporto Nomisma: necessario un investimento di 83,4 miliardi di euro per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare
La transizione ecologica del settore residenziale italiano è un obiettivo cruciale per ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e migliorare l’efficienza energetica del paese. La Direttiva Case Green dell’Unione Europea fissa obiettivi ambiziosi per la riduzione dei consumi energetici entro il 2030 e il 2050. Secondo un recente rapporto di Nomisma, l’Italia ha già compiuto progressi significativi grazie agli incentivi fiscali, ma la strada da percorrere è ancora lunga.
Stato attuale del patrimonio immobiliare italiano:
Il rapporto di Nomisma, realizzato per ROCKWOOL, rivela che il 54% degli immobili italiani si trova ancora nelle classi energetiche più basse (F e G). Questo dato evidenzia l’obsolescenza e l’inefficienza energetica di gran parte del patrimonio immobiliare del paese. Tuttavia, gli incentivi come il Superbonus 110%, l’Ecobonus e il Bonus Casa hanno permesso di raggiungere un risparmio dell’8,9% sui consumi energetici.

FONTE IMMAGINE:NOMISMA
«La Direttiva Case Green rappresenta per l’Italia un’opportunità di riqualificare parte del patrimonio residenziale nazionale, ancora oggi piuttosto obsoleto ed energivoro rispetto ad altre nazioni europee, utilizzando materiali sostenibili e già presenti in natura come la lana di roccia, che consente di ottenere ottimi risultati in termini di isolamento termico e acustico degli edifici nel lungo periodo, garantendo al contempo una sicurezza antincendio delle abitazioni», ha dichiarato Federico Castelli, amministratore delegato di ROCKWOOL Italia. «Riteniamo che grazie a un buon mix di investimenti pubblici e privati, l’obiettivo di ridurre del 16% le emissioni entro il 2030, considerato che metà percorso è già stato fatto, sia perfettamente raggiungibile e sostenibile a livello di costi annui».
«Gli obiettivi della Direttiva Case Green rappresentano un’occasione non solo per riqualificare parte del patrimonio residenziale italiano e ridurre le emissioni atmosferiche ma, al contempo, possono contribuire a dare un impulso a tutta la filiera delle costruzioni, dalle imprese di produzione e installazione di impianti alle aziende che realizzano interventi strutturali sull’involucro degli edifici, con conseguenti benefici economici anche per le casse dello stato, grazie alle entrate fiscali derivanti da tali investimenti», ha commentato Barbara Da Rin, Senior Project Manager di Nomisma.
«Inoltre, le famiglie che decidono di riqualificare la propria abitazione possono beneficiare da subito di un risparmio economico in termini di bolletta energetica, nonché di un apprezzamento di valore del proprio immobile che rappresenta una sorta di protezione rispetto alla svalutazione che investe gli edifici che non garantiscono le prestazioni energetiche richieste ormai sempre più spesso dalla domanda abitativa» ha aggiunto Johnny Marzialetti, Senior Project Manager di Nomisma.
Benefici della riqualificazione energetica: un investimento per il futuro
La riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano non è solo un obbligo per rispettare le normative europee, ma un vero e proprio investimento per il futuro del paese e dei suoi cittadini. I benefici derivanti da questi interventi sono molteplici e toccano diversi aspetti della nostra vita:
- Sostenibilità ambientale:
- La riduzione delle emissioni di CO2 di 3,2 milioni di tonnellate annue rappresenta un contributo significativo alla lotta contro il cambiamento climatico. Questo si traduce in una migliore qualità dell’aria e in un ambiente più sano per tutti.
- La diminuzione della dipendenza dalle fonti fossili contribuisce a un modello energetico più sostenibile e sicuro.
- Risparmio economico:
- L’abbattimento dei costi delle bollette del 36% in media significa un concreto alleggerimento delle spese per le famiglie, con risparmi che possono variare significativamente a seconda della zona climatica.
- L’efficientamento energetico porta ad un miglioramento della classificazione energetica degli immobili e di conseguenza ad un aumento del loro valore di mercato.
- Miglioramento del comfort abitativo:
- Un’abitazione efficiente dal punto di vista energetico offre un maggiore comfort abitativo, con temperature più costanti e un ambiente più salubre.
- L’isolamento termico e acustico garantito da materiali di qualità come la lana di roccia contribuisce a creare ambienti più confortevoli e silenziosi.
- Rilancio dell’economia:
- Gli interventi di riqualificazione energetica rappresentano un volano per l’economia, creando nuovi posti di lavoro e stimolando la crescita della filiera delle costruzioni.
- L’aumento della domanda di materiali e servizi per l’efficienza energetica favorisce l’innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie.
- Salute e benessere:
- Un ambiente domestico ben isolato riduce il rischio di formazione di muffe e condense, migliorando la qualità dell’aria interna e prevenendo problemi respiratori.
- La riduzione dell’inquinamento atmosferico contribuisce a una migliore salute pubblica
Obiettivi e investimenti necessari: una sfida ambiziosa e controversa
Per raggiungere l’obiettivo europeo di una riduzione del 16% dei consumi energetici entro il 2030, l’Italia dovrà investire 83,4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Questo investimento permetterà di intervenire su circa il 10% degli edifici residenziali, con una spesa media di 24.846 euro per unità immobiliare.
Ma cosa sta facendo concretamente l’Europa e l’Italia per centrare questo traguardo? L’interrogativo è più che legittimo, soprattutto alla luce delle recenti tendenze globali. Mentre alcune politiche internazionali sembrano fare un passo indietro sul fronte della sostenibilità, in Europa e in Italia si assiste a una fase di stallo, se non di vera e propria retromarcia, sugli incentivi per l’efficientamento energetico.
L’esperienza del Superbonus aveva acceso un faro sull’importanza di riqualificare le nostre abitazioni, portando molti cittadini, prima disinformati, a investire soprattutto nel fotovoltaico. Un settore, quest’ultimo, che avrebbe dovuto fungere da volano per la transizione energetica, ma che invece ha subito un brusco arresto a causa della fine degli incentivi.
Come possiamo pretendere di raggiungere obiettivi così ambiziosi se mancano politiche di sostegno coerenti e durature? È una domanda che risuona con forza sui social media e nei forum online, dove si moltiplicano le voci di protesta contro l’incertezza normativa e la mancanza di visione strategica.
“Abbiamo iniziato a credere nel cambiamento, a investire nel futuro delle nostre case, e ora ci ritroviamo con le mani legate”, scrive un utente su Twitter. “Il governo deve riprendere in mano la situazione e dare un segnale forte di impegno verso la sostenibilità”.
La fine degli incentivi ha generato non solo frustrazione, ma anche preoccupazione per il futuro del settore delle energie rinnovabili e dell’edilizia sostenibile. Molte aziende, che avevano investito in formazione e tecnologie innovative, rischiano ora di dover ridimensionare la propria attività o addirittura chiudere.
In questo contesto, è lecito chiedersi: che senso ha fissare obiettivi ambiziosi se poi non si mettono in campo gli strumenti per raggiungerli? L’Europa e l’Italia devono dare risposte concrete e immediate a questa domanda, se non vogliono che la Direttiva Case Green si trasformi in un’occasione mancata.